Savoia di Lucania, in origine Salvia, è un comune della provincia di Potenza, Basilicata.
L'antico nome deriva per alcuni dal latino Saulia che significa "luogo impiantato di salici", per altri semplicemente dalla pianta aromatica Salvia che tutt'ora cresce abbondante e spontanea sul territorio.
Il 17 Novembre 1878, un concittadino di Salvia, Giovanni Passannante attenta, senza ucciderlo, alla vita di Re Umberto I in visita a Napoli con un temperino lungo appena 4 dita che aveva scambiato con la sua giacca.
Nel febbraio del 1879, grazie a un decreto reale, Salvia diventa Savoia di Lucania per scusarsi con l'allòra casa regnante per il gesto commesso dal suo concittadino.
Il 7 Marzo del 1879 Giovanni Passannante viene condannato a morte ma successivamente con Regio Decredo del 29 Marzo 1879 la pena gli fu commutata in ergastolo. Scontò la sua pena a Portoferraio, nell'isola d'Elba, in una piccola cella più bassa di lui e sotto il livello del mare. In condizioni pietose, costretto a mangiare le proprie feci, si ammalò di sgorbuto e perse quasi completamente la vista. Visse in queste disumane condizioni per 10 anni. Fu grazie all'onorevole Bertani e la giornalista Anna Maria Mozzoni che Passannante fu tolto da questo sopruso e rinchiuso nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino dove il 14 Febbraio del 1910 morì a causa di una broncopolmonite.
Dopo la sua morte il suo corpo venne decapitato e il cervello e il cranio sottoposti a studi delle teorie Lombrosiane. Fino al 10 Maggio del 2007 il cranio e il cervello di Passannante furono esposti nel museo criminologico di Roma, attualmente sono seppelliti nel cimitero di Savoia di Lucania.