La torre Passannante: da fortezza medicea a carcere

 

La Torre del Martello, molto caratteristica per la sua forma ottagonale, deve la sua costruzione agli inizi del cinquecento dai Medici, come principale opera a difesa del porto di Portoferraio.

Utilizzata nel tempo come magazzini del sale, successivamente come magazzini della tonnara e luogo di conservazione dei tonni, fu trasformata nel 700 dai Granduchi di Lorena in carcere.

La torre del martello è anche nota come torre Passannante.

 

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La dura prigionia di Passannante

Giovanni Passannante fu condotto a Portoferraio dopo che il re Umberto I lo graziò, commutando la sua condanna a morte in ergastolo.

La

Qui iniziò il calvario di Giovanni durato ben dieci anni: la cella era piccolissima, umida, buia, senza servizi igienici e posta sotto il livello del mare. Il pavimento, in terra battuta, permetteva l’infiltrazione di acqua marina, provocando nell’ambiente condizioni di insalubrità. Attaccato a una corta catena di 18 chilogrammi, che gli consentiva di fare solo due o tre passi, e in completo isolamento, non poté ricevere visite e lettere.

I marinai che passando nelle vicinanze della torre udivano i suoi lugubri e continui lamenti, iniziarono a chiamarla torre di Passannante.

Ben presto si ammalò di scorbuto, fu colpito dalla taenia, perse i peli del corpo, la pelle si scolorì, le palpebre si rovesciarono sugli occhi, le guance si vuotarono e si gonfiarono e, secondo alcune testimonianze, arrivò a cibarsi dei propri escrementi.

Passannante fu scarcerato solo in seguito al grande clamore suscitato dalle denunce della giornalista Anna Maria Mozzoni e dell’ onorevole Agostino Bertani che disse a proposito della prigionia: «Questo non è un castigo, è una vendetta peggiore del patibolo; il re non sa nulla, non è possibile che lo sappia, egli non tollererebbe un fatto che getta su lui un’ombra odiosa; è una vigliaccheria da cortigiani».

Passannante fu dichiarato pazzo e condotto segretamente nel manicomio di Montelupo Fiorentino, dove si spense all’età di 60 anni.

La torre in seguito fu utilizzata ancora come carcere ed anche Sandro Pertini vi fu recluso per due volte nel 1933 e una terza volta il 9 settembre 1935, prima di andare al confino di Ponza.

Gli anni del Dopoguerra: dal degrado alla trasformazione in museo

La Pro Loco SalviAmo in visita alla torre - Aprile 2019
La Pro Loco SalviAmo in visita alla Torre - Aprile 2019

Dopo essere andata incontro ad un periodo di degrado a seguito della sua definitiva chiusura, la torre è stata riportata agli antichi splendori grazie ad un attento restauro effettuato nel 1977. Durante i lavori sono venuti alla luce anche i resti di una antica villa romana.

La torre del martello, o torre della linguella, oggi è visitabile gratuitamente ed è spesso sede di mostre di pittura e manifestazioni culturali.

 

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