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Un Murale per Giovanni Passannante

Nel 1878 Giovanni Passannante , anarchico rivoluzionario natio di Salvia, attentò alla vita di Re Umberto I di Savoia in visita a Napoli, come atto di ribellione contro l'ineguaglianza sociale rappresentata dalla monarchia. Arrestato, venne condannato a morte con pena successivamente commutata in ergastolo. Vittima della vendetta monarchica, scontò la pena in condizioni disumane: dichiarato pazzo passò il resto della vita tra la prigione e il manicomio. Il corpo dopo la sua morte fu decapitato e il suo cranio fu esposto al museo criminologico di Roma come dimostrazione delle teorie antropologiche criminali del Lombroso. La sua famiglia, colpevole di averlo cresciuto, fu perseguitata a vita e il suo paese di origine, colpevole anch'esso di avergli dato i natali, si vide costretto a tramutare il suo nome originario Salvia in Savoia di Lucania come forma di espiazione collettiva. Oggi noi, Pro loco di Savoia di Lucania, cerchiamo di riabilitarne il nome e la storia di questo paese : una storia che ha molto da trasmettere, la storia di un uomo semplice che, spinto solo dalla frustrazione e la miseria, con in mano un coltellino di pochi centimetri, ha compiuto un gesto disperato nel tentativo di dare voce agli ultimi davanti ai potenti.

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Nel 1878 Giovanni Passannante , anarchico rivoluzionario natio di Salvia, attentò alla vita di Re Umberto I di Savoia in visita a Napoli, come atto di ribellione contro l'ineguaglianza sociale rappresentata dalla monarchia. Arrestato, venne condannato a morte con pena successivamente commutata in ergastolo. Vittima della vendetta monarchica, scontò la pena in condizioni disumane: dichiarato pazzo passò il resto della vita tra la prigione e il manicomio. Il corpo dopo la sua morte fu decapitato e il suo cranio fu esposto al museo criminologico di Roma come dimostrazione delle teorie antropologiche criminali del Lombroso. La sua famiglia, colpevole di averlo cresciuto, fu perseguitata a vita e il suo paese di origine, colpevole anch'esso di avergli dato i natali, si vide costretto a tramutare il suo nome originario Salvia in Savoia di Lucania come forma di espiazione collettiva. Oggi noi, Pro loco di Savoia di Lucania, cerchiamo di riabilitarne il nome e la storia di questo paese : una storia che ha molto da trasmettere, la storia di un uomo semplice che, spinto solo dalla frustrazione e la miseria, con in mano un coltellino di pochi centimetri, ha compiuto un gesto disperato nel tentativo di dare voce agli ultimi davanti ai potenti.

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